Sbiancamento dentale
Il colore dei denti varia da persona a persona, ma anche da dente a dente ed è oggi possibile, entro certi limiti, variare il colore dei denti rendendolo più gradevole.
Occorre fare una distinzione tra lo sbiancamento dentale terapeutico e lo sbiancamento dentale cosmetico.
Lo sbiancamento dentale terapeutico si effettua quando il colore dei denti è alterato da eventi patologici che producono le cosidette discromie estrinseche o intrinseche.
Le discromie estrinseche sono macchie dovute a fattori esogeni (esterni) e interessano la superficie del dente: lo smalto. Esse possono essere dovute alla presenza di placca batterica e tartaro, ma anche ad abitudini viziate come il fumo, all’ assunzione di alcuni cibi e bevande come tè, caffè, vino rosso, liquirizia, cacao, carote, rape rosse e all’utilizzo di alcuni tipi di collutorio.Esse possono essere eliminate con estrema facilità utilizzando le procedure di igiene professionale tradizionali.
Le discromie intrinseche sono, a differenza delle precedenti, di natura endogena, ovvero sono alterazioni del colore del dente incorporate nella struttura del dente stesso. Le più note sono dovute all’assunzione in età infantile di alcuni farmaci, le tetracicline, dotate di una particolare affinità per il tessuto dentale in formazione. Ma anche eventi successivi come la necrosi pulpare e trattamenti endodontici mal eseguiti, possono produrre discromie esteticamente sgradevoli. Anche questi inestetismi possono oggi essere corretti con tecniche più o meno complesse.
Lo sbiancamento dentale cosmetico è una procedura che si applica in assenza di patologia per rendere più gradevole il sorriso: lo stereotipo di un sorriso bello è oggi un sorriso “bianco”.
E’ possibile personalizzare il trattamento in risposta alle esigenze del paziente adottando soluzioni che si adattino al suo stile di vita

La Dott.ssa Angela Turi